ATENCO: 10 anni dopo

Incontri e manifestazioni per ricordare il 3 e il 4 maggio 2006: forum organizzati presso le università e una grande marcia che partirà proprio oggi dal luccicante Ángel de la Independencia (Angelo dell’indipendenza) fino allo Zócalo di Città del Messico. Una marcia per ricordare i fatti di Atenco di 10 anni fa, ma soprattutto una forte mobilitazione contro la “legge Atenco” o “legge Eruviel”, recentemente approvata dal Congresso. La legge riconosce ai corpi dello stato il potere di sgombrare qualsiasi manifestazione pubblica, legittimando l’uso di armi pesanti e la possibilità di sparare a chi minaccia l’ordine pubblico.

La “legge Atenco” è accompagnata dalla legge sulla regolamentazione recentemente adottata dall’articolo 29 della Costituzione per concedere al governo federale messicano il potere di dichiarare lo stato di emergenza e di sospendere le libertà civili quando si verificano condizioni che minacciano la pace pubblica. Inoltre, la legge, autorizza l’esercito ad irrompere in locali pubblici ed intercettare comunicazioni private. Riforme che sembrano essere rivolte contro tutti i tipi di mobilitazioni sociale e ogni tipo di attività organizzata dalla società civile per difendere i suoi diritti, primo tra tutti, il diritto alla terra, in un momento in cui, i tentativi di espropriazione territoriale a favore di progetti infrastrutturali di imprese transnazionali sono sempre più numerosi. In molte zone del Paese, infatti, sono aumentate le pressioni del governo verso le comunità che non vogliono abbandonare la propria terra per far spazio alle grandi opere montate da interessi politici ed economici.

Ad Atenco, la costruzione del nuovo aeroporto di Città del Messico è al momento bloccata grazie alla forte resistenza contadina del FPDT – Frente Popular en Defensa de la Tierra (Fronte Popolare in Difesa della Terra) che non cede alle pressioni e alle violenze dello Stato e delle imprese private legate al progetto. Pressioni che da 10 anni pesano sulle comunità di San Salvador Atenco che nonostante tutto continuano a difendere la terra, terra che è la loro casa, che dà loro cibo e che custodisce la memoria del passato di una grande civiltà.

Impossibile dimenticare le terribili giornate di 10 anni fa: paura, disperazione, rabbia. Violenze rimaste impunite di fronte alle quali il FPDT si rialza, reagisce, trasforma il dolore in azione. Nonostante i tentativi di cooptazione, i giochi di compravendita della politica, la presenza costante di forze armate sul territorio, la legalizzazione di uso di armi con la legge Atenco, l’obiettivo del FPDT rimane fermo e chiaro: difendere la terra, la vita e la dignità.

Dieci anni per non dimenticare ciò che non dovrebbe mai accadere in alcun posto in questo paese. Dieci anni durante i quali la nostra gente non ha dimenticato che l’unico modo per avere successo è, e sarà sempre, la solidarietà.”[1]

Per sapere di più sui fatti di Atenco del 2006, vai all’articolo “La terra non si vende”

[1] http://atencofpdt.blogspot.mx

 

 

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